Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti
Filippo Tommaso Marinetti è il fondatore del movimento futurista. A Parigi, nel febbraio del 1909, pubblica il primo Manifesto futurista. In esso:
-si proclama la fede nel futuro e nella civiltà delle macchine;
-si affermano gli ideali della forza, del moto, della vitalità, del dinamismo e dello slancio;
-si spronano i letterati a comporre opere nuove, ispirate all’ottimismo e ad una gioia di vivere aggressiva e prepotente;
-si auspica una letteratura rivoluzionaria, liberata da tutte le regole, anche quelle della grammatica, dell’ortografia e della punteggiatura.
Dall’esaltazione del movimento e dello slancio vitale i futuristi passano all’esaltazione della guerra che definiscono “sola igiene del mondo”, perché spazza via la parte debole dell’umanità e seleziona i forti da destinare ad un’esistenza sempre più dinamica ed aggressiva.

L’automobile da corsa
L’ode, del 1908, è il simbolo della poesia futurista; esprime infatti tutto l’entusiasmo del poeta per la moderna tecnologia, che apre orizzonti nuovi all’umanità e promette di farla uscire dalle tenebre del passato, proiettandola verso conquiste sempre più esaltanti. Il culto della velocità si traduce qui nell’esaltazione dell’automobile da corsa, che veniva prodotta in quegli anni per la prima volta, e che rappresentava agli occhi dei futuristi l’espressione più alta della cultura scientifica e della tecnologia, e nello stesso tempo della bellezza. Il poeta è così entusiasta da considerare il mezzo meccanico il dio di una nuova generazione divina. L’automobile è paragonata ad un cavallo scalpitante che vorrebbe divorare gli spazi che gli stanno dinanzi, liberandosi di ogni freno. Successivamente l’automobile è paragonata ad un drago della mitologia giapponese: ha occhi di metallo e un motore alimentato dal fuoco (la benzina che brucia) e da oli minerali. Nella sua esaltazione il poeta vorrebbe arrivare con la sua automobile fino alle stelle.
Da notare l’uso audace delle onomatopee, per riprodurre i rumori della vita moderna e la libera fantasia nell’inventare metafore e allegorie.
Parafrasi
Impetuoso, violento dio d’una razza d’acciaio, automobile ebbra di spazio, che scalpiti e fremi come un cavallo, che cerca di spezzare il morso con striduli denti per correre più veloce.
Formidabile mostro giapponese, dagli occhi rossi come il fuoco,
nutrito di fiamma e d’oli minerali, desideroso di orizzonti infiniti e di stelle che devono diventare la tua preda, nella tua folle corsa.
Io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente, scateno i tuoi giganteschi pneumatici per le bianche strade di tutto il mondo…
Temi: l’esaltazione della macchina, il brivido della velocità.
Schema metrico: versi liberi

Tommaso Marinettiultima modifica: 2014-05-16T11:50:13+02:00da mysecondae
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento