Mario Luzi

Mario Luzi Poetica
Nella sua produzione poetica possiamo riconoscere quattro successive fasi: la prima è quella degli esordi, in cui si avverte l’influenza dell’ermetismo e il suo stile è suggestivo ed elegante; la seconda fase è caratterizzata dall’esigenza di una comunicazione più aperta e più aderente alla realtà rispetto alla stagione precedente; sono poesie legate alla quotidianità semplice e quasi senza valore, venata da un sottofondo di pena, ma illuminata anche dalla speranza nel significato dell’esistenza. Più complesso è il terzo momento della sua produzione, contraddistinto dal desiderio di affrontare la contemporaneità, che egli avverte difficile e quasi ostica: per questo il suo linguaggio si fa complesso, aspro, di non immediata leggibilità. Nell’ultima fase poetica lo stile si distende, si fa più prosastico ed i contenuti più aperti, recuperando i ricordi dell’adolescenza e le descrizioni della vita quotidiana. Tutte le poesie vengono pubblicate in un’unica edizione col titolo “Tutte le poesie”. All’età di 90 anni pubblica la sua ultima raccolta “Dottrina dell’estremo principiante” in cui egli si riconosce per l’appunto “estremo principiante” di fronte alla pienezza della vita, come a dire che, giunto alla fine del suo percorso di vita, gli sembra di esserne soltanto al principio.
Nel suo lungo percorso poetico Luzi si è mantenuto fedele agli elementi originari di ispirazione e ha accolto cambiamenti solo nei modi espressivi. Tema dominate è il forte sentimento religioso, vissuto, però, in modo problematico e tormentato. Agli occhi del poeta la realtà è fatta di sopraffazione e di sofferenza, ma la fede cristiana lo porta a credere che essa necessariamante racchiuda un significato trascendente, cioè che va al di là dell’apparenza e della dimensione terrena delle cose. Tale senso, però, spesso sfugge alla comprensione umana cosicché la fiducia nel suo valore, e addirittura la sua esistenza, è avvertita più come una speranza che come una certezza.
Oltre che poeta, Luzi fu anche traduttore dal francese e dall’inglese e autore di opere teatrali.

Nell’imminenza dei quarant’anni
L’avvicinarsi del quarantesimo compleanno, importante tappa nella vita di ogni uomo, offre al poeta l’occasione per una riflessione sul fluire del tempo e sul significato dell’esistenza: solo superando i limiti dell’esperienza individuale e confrontandosi con l’eternità l’uomo può dare un senso alla vita. Il poeta fa un bilancio della propria vita; in particolare egli si interroga sulle ragioni della sofferenza vissuta, derivata soprattutto dalla perdita delle cose e degli affetti più cari, e sul significato della vita e della morte. Luzi trova la risposta alle sue domande nella fede cristiana, grazie alla quale capisce che tutto è finalizzato alla realizzazione del progetto divino. Da questa prospettiva nasce anche la speranza che il destino individuale non si esaurisca in se stesso, ma prosegua al di là della vicenda terrena.

Parafrasi
Il pensiero mi coglie in questo paese (Viterbo dove il poeta si trova in qualità di commissario nella sessione autunnale degli esami di maturità) scuro dove soffia un vento di altipiano e dove il volo rapido del rondone taglia il profilo sottile dei monti all’orizzonte. Tra poco sono quarant’anni d’ansia, di insoddisfazione, di gioie improvvise, rapide, come è rapido a marzo il colpo di vento che porta il sole e la pioggia, sono le attese, la separazione a mani tese dai miei cari, dai miei luoghi, le abitudini di anni, a un tratto interrotte, che adesso devo comprendere. L’albero per il dolore scuote i rami…Dietro le mie spalle, gli anni trascorsi si sollevano come sciami. Non è stato inutile attraversare il mondo incomprensibile lungo vie chiare e cunicoli bui dove sono stati frequenti gli incontri fuggevoli e le perdite o aver attraversato il mondo passando di amore in amore o in un amore solo, quello che si trasmette di padre in figlio fino a che sia puro: questa è l’opera che ognuno compie, vivi e morti insieme. E dopo aver detto questo posso incamminarmi sicuro tra l’eterna compresenza di Dio nella vita e nella morte, posso sparire nella polvere o nel fuoco, se il fuoco dura ancora dopo la fiamma.
La poesia è divisa in 4 strofe che corrispondono ad altrettante parti in cui è sviluppato l’argomento:
-strofa n° 1: descrizione del paesaggio(l’ambiente fa da sfondo alla parte iniziale per suggerire una corrispondenza tra elementi del paesaggio e lo stato d’animo del poeta)
-strofa n° 2: rievocazione degli anni trascorsi
-strofa n° 3: valutazione della propria esperienza come destino comune agli uomini
-strofa n° 4: conclusioni e prospettiva di vita futura.
Il componimento è costruito sul contrasto di elementi di significato opposto accostati tra loro. Es. “Questo borgo cupo” rappresenta un luogo circoscritto e vicino, contrapposto allo spazio lontano e infinito dell’orizzonte, espresso ne “il filo sottile in lontananza dei monti”.

Mario Luziultima modifica: 2014-05-16T11:47:52+02:00da mysecondae
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