Gabbiani di Cardarelli

Gabbiani di Cardarelli poeta della tradizione

Dal punto di vista del contenuto
La contemplazione-descrizione di uno spettacolo della natura, pur usuale e apparentemente insignificante come il volo dei gabbiani, è l’occasione per una meditazione esistenziale. Di fronte ad uno scenario marino solcato da un irrequieto volare dei gabbiani, il poeta si sorprende a ripensare alla propria vita e a paragonare la propria inquietudine sentimentale e il proprio inappagato desiderio di pace al volo senza soste e senza mete di quegli uccelli. La lirica è autobiografica e testimonia la dolorosa condizione di chi si accorge che continuamente gli sfugge la possibilità di raggiungere la pace e la felicità cui anela, a dispetto dei suoi disperati tentativi. La lirica poggia sul paragone tra il poeta e i gabbiani. Nei gabbiani che volano irrequieti tra cielo e mare, il poeta vede se stesso e la propria vita errabonda, instabile ed incerta; anch’egli, come i gabbiani, è sempre in movimento, in preda ad un’angosciante frenesia. Egli tocca di sfuggita la vita senza assaporarne mai veramente le occasioni di felicità e serenità che gli offre, proprio come fanno i gabbiani che sfiorano appena la superficie del mare per ghermire le loro prede. Il poeta, come forse i gabbiani a cui tanto somiglia, ama la quiete del mare in bonaccia, amerebbe vivere tranquillo, in pace con se stesso, ma contro di lui e contro questo suo desiderio di pace congiura la forza misteriosa del destino che costringe il poeta a una vita inquieta e tempestosa. La pace, la quiete è un’aspirazione irrealizzabile. E’ impossibile per i gabbiani il cui elemento vitale è la tempesta, in quanto è da una simile situazione che essi si procurano di che vivere, e impossibile è anche per il poeta che si sente inseguito e minacciato da una forza misteriosa ed incontrollabile. L’identità iniziale, tra se stesso e i gabbiani, proclamata dal poeta si configura, negli ultimi due versi, come una netta diversità, dovuta ad un diverso atteggiamento di fronte ad una identica situazione: i gabbiani rispondono istintivamente a una necessità vitale, il poeta, invece, si sente condannato a un tragico destino di inquietudine e di incertezza. Per i gabbiani il perpetuo volo è condizione naturale, essi hanno un loro rifugio alle tempeste e forse il loro desiderio di pace è appagato dalla solitaria quiete del mare; per il poeta, invece, librarsi in volo significa rinunciare a ogni approdo, disancorarsi da una realtà solo sporadicamente sfiorata e vivere il breve istante della vita nell’inquietudine e nell’incertezza.

Dal punto di vista stilistico-espressivo
La breve lirica, formata da versi di varia misura (con prevalenza di endecasillabi e settenari) con rime e assonanze, è contrassegnata da un tono pacato e ragionativo, discorsivo, di chi vuole comunicare agli altri la propria esperienza. Contemplazione e riflessione, descrizione e meditazione si fondono e nel giro di pochi versi, attarverso immagini suggestive, è rappresentata l’ansia e il tormento di un’intera esistenza. Il linguaggio è classicamente limpido e misurato, i periodo sono brevi e concisi. Figure retoriche: similitudini, metonimia.

Gabbiani di Cardarelliultima modifica: 2014-05-16T11:49:30+02:00da mysecondae
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