Fine del Pascoli

Temi delle opere
Tema ricorrente nella poesia del Pascoli è la memoria che recuperando gli affetti perduti arreca un profondo senso di pace.
Atri temi: la natura (l’ambiente romagnolo e contadino al quale rimane legato per tutta la vita), nella quale l’uomo trova conforto, il rimpianto per la perduta fanciullezza, l’amore, gli aspetti più semplici dell’esistenza, la rappresentazione del dolore e della morte.

Le scelte stilistiche ed espressive
Pascoli usa un lessico preciso e carico di simboli e di musicalità. C’è il superamento delle forme poetiche tradizionali. La lingua si libera dai modelli classici e si apre al linguaggio quotidiano e tecnico. Anche il metro abbandona gli schemi rigidi vincolati da rime e ritmi fissi e adotta il verso libero.

Il pessimismo
Pascoli ha una visione pessimistica del mondo: l’intero universo, dove egli non trova alcun segno provvidenziale, è avvolto in un profondo mistero. Sulla terra l’uomo si muove smarrito, fragile preda del male e del dolore. E’ una condizione comune a tutti gli uomini. Come reagire a questa condizione? Tornando alle cose buone, a un rapporto dolce e amichevole con la natura, traendo gioia dalle piccole cose. Solo così si potrà trovare un po’ di pace e vivere in fraternità con altri uomini. Per tutta la vita il poeta rimane legato all’idea del “nido”, cioè del rifugio nell’intimità della famiglia come unico scampo alle brutture, al caos, alla violenza del mondo esterno.

Pascoli fra tradizione e modernità
Il Pascoli rappresenta il passaggio dalla poesia tradizionale a quella moderna. Raffinato studioso dei classici italiani e latini, egli subì l’influenza del Carducci. D’altra parte le descrizioni di ambienti campestri e naturali, ritratti con grande attenzione anche per i particolari quotidiani e umili, rivelano suggestioni tipiche della poesia decadente: la percezione di segrete corrispondenze tra le cose, il senso incombente della fine, lo sgomento di fronte al mistero che si nasconde dietro la realtà apparente.

Pascoli politico militante
Durante gli anni universitari, Pascoli frequentò ambienti socialisti e anarchici, partecipò a manifestazioni contro il governo e fu arrestato. Dopo questa esperienza abbandonò la politica militante, conservando una generica simpatia per il Socialismo. Questo episodio rimase marginale nella sua vita successiva. Le sue attività principali infatti furono: quella dell’insegnamento e quella della poesia. Negli ultimi anni la sua attività poetica si orientò verso poesie celebrative della grandezza d’Italia: divenne così il poeta ufficiale del Regno, subentrando al Carducci.

Simbolismo
Nuovo modo di concepire e scrivere la poesia. Secondo i simbolisti il poeta non doveva descrivere la realtà, ma cogliere le impressioni, suggerire emozioni e stati d’animo. La poesia era una forma di comunicazione per svelare significati nuovi e corrispondenze segrete tra le cose.

Lavandare
La poesia fa parte della raccolta “Myricae”.
Dal punto di vista del contenuto
Il poeta descrive il malinconico paesaggio della campagna autunnale, quando, prima della semina, vengono arati i campi. In un campo arato solo per metà, soffuso di nebbia, c’è un aratro abbandonato, senza buoi; dal vicino torrente si avvertono gli echi del lavoro delle lavandaie, il tonfo ritmato dei panni battuti e calati nell’acqua e la cantilena con cui le donne accompagnano la loro fatica. La canzone racconta la triste storia di un amore tradito e di una vana attesa dopo l’abbandono. Il componimento si presenta come un quadretto campestre delineato ora con sensazioni visive (prima strofa), ora con sensazioni uditive (seconda e terza strofa). Ma la lirica non ha carattere idillico – descrittivo. La campagna autunnale, con i suoi colori spenti e tristi e con gli echi della fatica umana, è solo lo scenario in cui il poeta esprime il suo stato d’animo, il suo smarrimento, la sua malinconia. Gli oggetti quotidiani si caricano di significati particolari e di profonde suggestioni e rimandano a sentimenti umani. L’immagine dell’aratro isolato nella campagna è associata a quella dell’innamorata rimasta sola. Esso è il simbolo della desolazione, dell’abbandono, della tristezza, dell’attesa. Anche il “vapor leggero”, la nebbia, che sfuma il paesaggio, ha un valore simbolico e rappresenta la solitudine che avvolge uomini, animali e cose.
La poesia si può dividere in tre parti corrispondenti alle strofe:
1)la prima è fatta di silenzio, di solitudine: le parole esprimono malinconia ed abbandono.
2)la seconda è piena di rumore, di vita ed esprime il movimento del lavoro e la forza del canto delle lavandaie.
3)gli ultimi versi riportano le parole del canto contadino e collegano strettamente le due situazioni.

Dal punto di vista stilistico – espressivo
La lirica presenta molti aspetti tipici del simbolismo pascoliano:
-un linguaggio ricco di onomatopee e di richiami musicali ( sciabordare per rappresentare il rumore dei panni sciacquati) e l’utilizzo di termini tecnici (gora= canale, fossato; maggese= campo lasciato a riposo)
-il ritmo dei versi è lento, l’atmosfera è malinconica, c’è un senso di desolazione, di solitudine, di abbandono nelle parole
Metro: due terzine di endecasillabi, con una quartina anch’essa di endecasillabi. Rime incatenate nelle terzine e alternate nella quartina.
Schema metrico: ABA/CBC/DEDE
Ci sono assonanze: frasca e rimasta
Figure retoriche: enjambment( che pare dimenticato), similitudine tra la donna abbandonata e l’aratro anch’esso abbandonato nel campo.

Esercizi
1)Scrivi sul quaderno, sotto forma di tabella, le cose che si vedono e le cose che si ascoltano.
2)Indica quali tematiche decadenti sono presenti nella poesia.
3)Secondo te nella poesia viene espressa una concezione ottimistica o pessimistica della vita? Esponi sul quaderno le tue considerazioni.
4)Analisi della poesia dal punto di vista del contenuto e della forma.

Fine del Pascoliultima modifica: 2014-02-19T10:07:39+01:00da mysecondae
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento